domenica 3 aprile 2011

Caparezza - Non siete Stato voi



Qui di seguito il testo della canzone Non siete Stato voi di Caparezza

Non siete Stato voi che parlate di libertà
come si parla di una notte brava dentro i lupanari.

Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari.

Non siete Stato voi che siete uomini di polso
forse perché circondati da una manica di idioti.

Non siete Stato voi che sventolate il tricolore come in curva
e tanto basta per sentirvi patrioti.

Non siete Stato voi né il vostro parlamento
di idolatri pronti a tutto per ricevere un'udienza.

Non siete Stato voi che comprate voti con la propaganda
ma non ne pagate mai la conseguenza.

Non siete Stato voi che stringete tra le dita
il rosario dei sondaggi sperando che vi rinfranchi.

Non siete Stato voi che risolvete il dramma dei disoccupati
andando nei salotti a fare i saltimbanchi.

Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non siete Stato voi, uomini boia con la
divisa che ammazzate di percosse i detenuti.

Non siete Stato voi con gli anfibi sulle facce disarmate
prese a calci come sacchi di rifiuti.

Non siete Stato voi
che mandate i vostri figli al fronte
come una carogna da una iena che la spolpa.

Non siete Stato voi che rimboccate le bandiere sulle bare
per addormentare ogni senso di colpa.

Non siete Stato voi maledetti forcaioli impreparati,
sempre in cerca di un nemico per la lotta.

Non siete Stato voi che brucereste come streghe gli immigrati
salvo venerare quello nella grotta.

Non siete Stato voi col busto del duce sugli scrittoi
e la costituzione sotto i piedi.

Non siete Stato voi che meritereste d'essere estripati
come la malerba dalle vostre sedi.

Non siete Stato voi. Non siete Stato, voi.

Non siete Stato voi
che brindate con il sangue di chi tenta
di far luce sulle vostre vite oscure.

Non siete Stato voi che vorreste dare voce
a quotidiani di partito muti come sepolture.

Non siete Stato voi che fate leggi su misura
come un paio di mutande a seconda dei genitali.

Non siete Stato voi che trattate chi vi critica
come un randagio a cui tagliare le corde vocali.

Non siete Stato voi, servi, che avete noleggiato
costumi da sovrani con soldi immeritati,
siete voi
confratelli di una loggia che poggia sul valore dei privilegiati
come voi
che i mafiosi li chiamate eroi
e che il corrotto lo chiamate pio
e ciascuno di voi,
implicato in ogni sorta di reato
fissa il magistrato e poi giura su Dio:
"Non sono stato io".



Leggi anche: